Supermercati Piccolo


Del vino novello e del torrone che puoi trovare da noi...

Dei vini novelli...

Di vendemmie non si sono riempiti ancora gli otri ma le bottiglie sì: quelle del vino novello che è possibile trovare già nei nostri punti vendita con il Santa Costanza di Castello Banfi che, di solito esce in commercio il 6 di novembre ma che quest’anno possiamo trovare sugli scaffali delle enoteche già sul finire del mese di ottobre.
Particolarmente amato dai giovani per la sua freschezza e leggerezza il Novello abbonda ogni anno e sa donare alle tavole un carattere brioso dal colore rosso violaceo intenso, brillante. Dal profumo netto, marcatamente fruttato Evidente la caratteristica di speziato della macerazione carbonica. Con un sapore secco, fresco, piacevolmente equilibrato e delicato. Un IGT che non teme i confronti sul tema del vino novello. Anzi. Il produttore, Castello Banfi, raccoglie, da anni, con il Santa Costanza, notevoli soddisfazioni. Accanto al Santa Costanza, i supermercati Piccolo, tuttavia, hanno voluto ampliare l'offerta del vino novello facendo approdare presso le proprie enoteche, da quella che è nel punto vendita di Sant'Anastasia, al quartiere Starza, guidata dal sommelier Santino Colella, il "Rossello Bio" un vino delle Terre di Chieti, biologico, come la stessa etichetta indica, prodotto nella zona di Ortona (Ch), dal colore rosso intenso, nato da un'attenta vinificazione ad acino intero da cui si ottiene il Rossello, vino giovane e fragrante dai profumi intensi e fruttati. E' il vino prodotto dalla stessa azienda che nel 1990 in vigneti, gestiti con tecniche innovative per la salvaguardia dell’ambiente e dell’uomo, quali, lotta per confusione sessuale e trappole a feromoni, fece nascere il primo vino Agriverde ottenuto con uve da agricoltura biologica. Due etichette, quindi, di tutto rispetto che compongono l'offerta dei vini novelli che potete trovare nei supermercati Piccolo a partire dall'ultimo giorno di ottobre e così per le settimane novembrine.

Del torrone...

Altro "meritato encomio" riguarda la produzione di torrone che, anche quest'anno, caratterizza il lavoro e la passione dei maestri pasticceri che sono presso i supermercati Piccolo. Un torrone tenero, delicato al palato, ricorperto di cioccolato o semplicemente bianco con le nocciole o con le mandorle. Prodotti scelti con accuratezza e riservati ad una clientela che conosce la qualità di un prodotto classico tra la fine di ottobre e novembre. Un consenso che non si ferma solo alla tradizione del giorno dei morti quando in Campania il torrone tiene banco ma prosegue per tutto il perdiodo autunnale fino alle feste natalizie. Ne trovate di ogni forma ad un prezzo assolutamente conveniente. E desta ogni anno la curiosità quell'abbinamento tra il torrone ed il giorno dei morti. Tuttavia "non esiste regione nel nostro Paese - recita una nota a riguardo - che non abbia nella sua gastronomia tradizionale, un piatto di rito e dalla forte valenza simbolica dedicato al Giorno dei Morti. Varie sono le figure che il più  delle volte hanno la consistenza di un osso, ma un altro riferimento che ricorre spesso sono le dita delle mani, mentre il dolce a forma di cavallo è probabilmente legato al Mito di Proserpina". Figlia di Cerere,Proserpinafu rapita da Plutone re dell’Ade, divenne  sua sposa e fu regina degli Inferi. Cerere, chiese aiuto a Zeusper liberarla, ma ella poté ritornare in superficie ad una sola condizione, e cioè  che trascorresse sei mesi all’anno con Plutone, e fu cosi’ che i Greci spiegavano l’alternarsi delle stagioni. Secondo la credenza popolare, nella notte tra l’1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornano dall’aldilà, ed il viaggio che li separa dal mondo dei vivi, è  lungo e faticoso, ed è per questo che vengono imbandite tavole a cui i propri defunti trovano ristoro, ed anche per renderli benevoli verso i giorni a venire. Così accade che in Campania e in Lombardia, a BormioVigevano e in Lomellina, un tempo era in uso lasciare in cucina un secchio o un vaso d’acqua per dissetare i defunti. In Piemonte si aggiungeva un posto a tavola per i morti che sarebbero poi arrivati in visita. In Puglia ed in Toscana la tavola veniva apparecchiata appositamente in Sardegna la tavola dopo cena non veniva sparecchiava per consentire ai defunti di rifocillarsi durante la notte. In Basilicata e Calabria, presso le comunità albanesi, si usava andare al cimitero di sera e lì allestire un banchetto sulla tomba dei propri cari ed invitare tutti i passanti a prendere parte. I dolci dei morti simboleggiano i doni che i defunti portano dal cielo e contemporaneamente l’offerta di ristoro dei vivi per il loro viaggio. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte. Particolarmente diffusa in Sicilia era l’usanza, citata anche da Giovanni Verga nella sua novella, La Festa dei Morti, dove descrive le emozioni legate alla ricorrenza del 2 novembre nella sua terra. Segretezza e complicità dei genitori, aspettative dei bimbi in un’aria di mistero, gioia di donare e di ricevere regali e dolciumi!

Del vino novello e del torrone che puoi trovare da noi...